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martedì 19 giugno 2012

La trasgressione di Fiorella Mancini

"An artist is somebody who produces things that people don't need to have."
(Andy Warhol)
Ha impressionato i benpensanti, ha vestito le rockstar più famose, ha segnato un'epoca col suo stile trasgressivo, irriverente, unico. Fiorella Mancini, col suo atelier nelle calli veneziane, continua ad essere una personalità unica nel panorama della moda italiana.

Nata a Ferrara ma cresciuta a Venezia, una personalità fuori dagli schemi, Fiorella Mancini, designer, performer ed artista, è una pietra miliare della moda italiana. Amata dalle star, in bilico tra sacro e profano, tra scheletri, bambole assassine, madonne e statuari corpi maschili, questa gioviale ed eclettica Signora della moda made in Italy, con la sua boutique-galleria in Campo Santo Stefano, nella Laguna, rappresenta da oltre un trentennio un punto di riferimento. Spirito da rockstar, uno stile originale e personalissimo, dissacrante, trasgressiva, ai limiti del trash, ma con stile. Un punk rock chic, quello di Fiorella Mancini, che ha vestito, tra gli altri, Sir Elton John. Celebri le sue performances che, nei mitici anni Ottanta, scandalizzavano i moralisti, scatenando vere e proprie contestazioni. Intelligenti le sue provocazioni, come l'idea di usare degli scheletri come manichini, estremizzazione della problematica dell'anoressia.
Creatrice degli abiti nuziali per il regista Bigas Luna e signora, la stilista afferma di rivolgersi, con le sue creazioni, "al lato dark che è presente nella psiche di ognuno di noi". Fiorella Mancini stupisce con la sua vena irriverente, con la teatralità delle sue creazioni, con la sua naturale ed innata vena provocatoria. Tinto Brass ed Andy Wahrol tra gli amici più cari, negli anni Ottanta tra le calli veneziane le sue feste durante il Carnevale destavano scalpore. Celebri le sue foto che svelano un'inedita predilezione per la pantegana, eletta a suo simbolo e mascotte. Stupende le sue creazioni: paillettes ad evidenziare la virilità, bustini in latex ad enfatizzare la femminilità ed, ancora, le splendide giacche da popstar damascate con applicazioni ed inserti.
Icona del mondo gay, Fiorella mantiene ancora inalterati la stessa grinta e lo stesso entusiasmo. Un tuffo nella follia, nell'esagerazione tipicamente Eighties, quando tutto era concesso; ma la designer riesce nell'arduo compito di rendere l'eccesso ancora meravigliosamente attuale e alla moda. Per un gusto strafottente ed irriverente.
Due foto della designer
Sir Elton John con kimono Fiorella Mancini
La stilista con Andy Wahrol
Marta Marzotto nell'atelier di Fiorella Mancini

"O si è un'opera d'arte o la si indossa."
 (Oscar Wilde, Frasi e filosofie ad uso dei giovani, 1894)





                                                   

© Foto courtesy of Fiorella Mancini's staff



1 commento:

  1. Ma è quella Fiorella che negli anni '70 aveva il negozio di vestiti vintage e bambole antiche nella calle prima della Fenice? Quella che aveva anche il negozio a Cortina d'Ampezzo? Che la sua amica Claudia aveva un bellissimo negozio di robe orientali super-scelte nell'altra calle di fronte la Fenice? Che bei ricordi.... il patchouly vero! E il profumo alcolico "Enceno" che sapeva di incenso di chiesa al 100%! Ah che anni.....

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