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martedì 7 agosto 2012

Addio ad Anna Piaggi, musa di Karl Lagerfeld

Scompare a 81 anni Anna Piaggi, l'ultima grande giornalista di moda e trendsetter

Esagerata, irriverente, deliziosamente eccentrica e dall'immensa cultura e preparazione in fatto di moda. Ci ha lasciati ieri Anna Piaggi, mitica firma di Vogue Italia. Una personalità fuori dagli schemi, una grande professionista dallo spiccato senso estetico e dal gusto personalissimo. Parlava della moda come di un gioco, e lei stessa si megtteva in gioco, a partire dai suoi look, fino ai suoi reportage -gustosissimi- delle sfilate. Prima di lei, forse, solo Diana Vreeland, riuscì ad impersonare uno stile tanto forte, e a mettere nel mestiere del giornalismo tanta forza e tanto charme.
Anna Piaggi in un'illustrazione di David Downton, 2000

Milanese, dallo stile unico, pittoresco; sembrava uscita da un dipinto surrealista. Diceva di lei Karl Lagerfeld (mica l'ultimo venuto...!), del quale Anna Piaggi fu musa per tutto l'arco della vita: "Anna inventa la moda. Nel vestirsi fa automaticamente quello che noi faremo domani". E, nel bene e nel male, non passava certamente inosservata. I look che amava sfoggiare, esagerati, rispecchiavano una grande personalità, una profonda sicurezza di sè e la stessa ironia e autoironia che metteva in ogni suo articolo, non lesinando la scelta di neologismi british alquanto bizzarri, per definire i nuovi trend di ogni stagione.
Anna Piaggi e Karl Lagerfeld

"The world's last great authority on frocks", ovvero "l'ultima grande autorità internazionale in fatto di abiti"- così Manolo Blahnik su di lei.
Una carriera costellata di successi, iniziata come traduttrice per la casa editrice Mondadori. Come vuole la tradizione, sposò un fotografo, Alfa Castaldi, in quel di New York, nel 1962 (che morì nel 1995). Seguitissima la sua rubrica su Vogue, intitolata "D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi". Collaborazioni anche con Panorama e L'Espresso; la consacrazione avvenne però con il volume dedicatole da Karl Lagerfeld nel 1986, "Anna Chronique. Un diario di moda", alla cui stesura partecipò anche lei, in prima persona.
Antesignana del vintage, che iniziò ad usare abitualmente, nelle sue mise, prima ancora che venisse coniato il termine.
Con lei si chiude un'importante pagina di grande giornalismo italiano, prima ancora che di moda.

RIP Anna, we'll miss you ♥

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