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venerdì 9 settembre 2011

Campaigns/2



Follie di soffice pelliccia e fiocchi scenografici per Yves Saint Laurent, con sfondo metropolitan-chic.
YSL
Sfondi urban ma meno 'chic' per i sempre irriverenti Dolce & Gabbana, con rivisitazione loro cult siculo-chic di tubini neri con pizzi, merletti (e anche stelline, new entry). Sono riusciti a rendere elegante un binario della metropolitana con tanto di scritte dei 'writers'... e se non è arte questa!!!
Dolce & Gabbana

Louis Vuitton propone una donna da un lato assolutamente innocente, con tanto di calzette e colletto da collegiale, non fosse che per certi accessori direttamente presi in prestito dal 'Portiere di Notte'. Boudoir angelico?
Louis Vuitton

Una new face, che sta spopolando sempre più nei catwalk, già Angelo di Victoria's Secret, la bellissima sudafricana Candice Swanepoel, posa da diva per uno scatenato Tom Ford, con la mia fotografa preferita, Ellen von Unwerth.  Ogni scatto è un capolavoro.
Tom Ford
Si continua con le delicate atmosfere di Valentino, e piumati microabiti sfavillanti di Versace.
Valentino

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Versace

Miu Miu veste un'innocente Hailee Stanford (giovanissima attrice de 'Il Dilemma'), con polacchine, pellicce e look da Pretty Baby.
Miu Miu
Prada
Full immersion negli Swingin' Sixties per Prada, direttamente dalla Londra di Mary Quant. Cromie e stampe vintage, ogni minimo dettaglio ci riporta lì.
"L'eleganza si ha quando una cosa corrisponde al suo concetto"
  (Inès de la Fressange)

F/W 2011-2012 Best campaigns/1

"Fashion is a form of ugliness so intolerable that we have to alter it every six months".
(Oscar Wilde)

Evidentemente, l'esteta, il dandy per eccellenza, aveva ragione.
Per un'amante delle belle foto (guardarle e contribuire a farle) come la sottoscritta, guardare le campagne pubblicitarie è un rito stagionale che mi suscita sempre un piacere quasi fisico.

Questa stagione di campagne del prêt-à-porter non disdegna effetti altamente scenografici, e tante top sono state opportunamente 'ripescate'.
First of all, le 'brasileire' Adriana Lima ('Angelo' ormai storico di Victoria's Secret) e la novella (ma recidiva) Pirelli-girl Isabeli Fontana (finalmente due donne con le curve!), rispettivamente in veste di languida e prorompente musa di Blumarine (giammai una modella-attacapanni avrebbe potuto sponsorizzare degnamente fantomatici abitini a trapezio 60s!), e di novella Jackie Kennedy in pezzi jacquard altrettanto swingin' per Bottega Veneta.
Adriana Lima per Blumarine
Isabeli Fontana per Bottega Veneta

Riappare, grintosa come si conviene a una pantera nera, Naomi, per un irriverente Givenchy.
Naomi Campbell per Givenchy

Daria Werbowy, quotata più che mai, sofisticata lady per una collezione incantevole di Ferragamo.
Salvatore Ferragamo
Pied de poule, camicie in seta, must di stagione, pellicce. Perchè la classe non è acqua.
Per queste scarpe, ucciderei! Gucci con plateau
Gucci

Si ritrova lo stesso appeal, ma in colori più strong, da Gucci, collezione degna dell'exploit della last season spring/summer. Voluttuosa Venere in visone, cappello Borsalino, proporzioni irrimediabilmente Seventies, ma charme anni '40, per un inedito mix da ricordare. Meravigliosa advert, la propongo quasi tutta.

Fendi
Camicie bon-ton e linee anni Sessanta anche da Fendi. Chic e originale anche l'adv, con un Maestro come fotografo: Karl Lagerfeld.

E non finisce qui....

giovedì 8 settembre 2011

La moda passa, lo stile resta...

"Non dobbiamo mai confondere l'eleganza con l'essere snob".
Questo diceva monsieur Yves Saint Laurent anni fa. Ebbene, forget it. Scordatevelo!
Mai nelle passerelle si è assistito a un simile trionfo di signorine dall'aria snob e perbene, come nelle sfilate per l'imminente stagione Fall/Winter 2011-2012. Questo il comune denominatore. Poi, un vero e proprio excursus storico, con capi di ispirazione 40's, 50's, 60's, per poi arrivare ai 70's.
Accattivante femminiltà post-bellica, 40's Style batte tutti e detta legge, come non si vedeva da anni, per una femminiltà imbattibile, lasciandosi meravigliosamente influenzare dal mito di una femminiltà algida eppure estremamente sensuale: dalle Veneri in Visone di John Galliano, alla meravigliosa collezione Gucci, al colletto da collegiale proposto da Miu Miu e Louis Vuitton, passando, oltreoceano, per Donna Karan,  e i meravigliosi smoking e abiti da sera in seta e velluto di Ralph Lauren.
Gucci
Ralph Lauren
Louis Vuitton
John Galliano

Vitino di vespa enfatizzato da cinture, da portare su austeri tailleur, trionfo del tweed, cappelli maschili (inedita quanto riuscita collaborazione tra Borsalino e Max & co., per rubare dal guardaroba di 'lui' un must senza tempo) o turbanti da Diva.
Poi, una serie quasi infinita di pizzi, trasparenze, addirittura piume, come proposto nella collezione di Emilio Pucci, per chi vuole urlare la propria femminilità.

E, ancora, anni '40, accenni questa volta spiccatamente boudoir, stile Charlotte Rampling ne "Il portiere di notte" per Louis Vuitton: pelle, spalline, fibbie, cappelli da Schutzstaffeln.
Louis Vuitton
                                                                  
Decisamente più 'soft' i deliziosi tailleurini bon-ton di Moschino, che non delude neanche nei tubini a fiori o con ruches, per rivendicare spudoratamente il proprio diritto ad essere 'leziose'.

Fuori dal coro, Blumarine, dichiaratamente calatasi nei mitici Swingin' Sixties, con monocromatici abitini a trapezio che più a trapezio non si può, innegabilmente difficili da portare (la scelta della sinuosa Adriana Lima come testimonial sarà forse poco casuale?), ma dei veri e propri antidepressivi in quanto a colore e stile.
Swingin' Sixties anche da Bottega Veneta, Alberta Ferretti, Céline. Quest'ultima, interessante collezione minimal-chic fatta di stampe 60s' Style su semplicissime quanto chiccissime maglie, da portare sopra pantaloni in tinta unita.
Blumarine
Bottega Veneta
Céline

Infine, anni non solo '40, ma anche '70, nelle linee, nei  colori, nelle proporzioni, dal già citato Gucci, con splendidi soprabiti, ma anche da Dior.
Gucci
Christian Dior


MUST HAVE.

-Colore, tanto e ovunque: viola, rosso, arancio, verde. Un'iniezione vitaminica di colori, da portare dal giorno alla sera.

Ralph Lauren

-Cappelli, in tutte le salse, ma il Borsalino vince tutti.

-Pellicce. Una vera invasione. Non c'è un solo fashion designer a non averne proposte. In tutte le salse, e in tutti i colori. Colli dai colori accesi per Gucci, pellicce anni '60, gilet di pelliccia.
Gucci
Jonofui
-Tweed, seta e velluto. Per camicie, abiti da sera, tailleur.
Ralph Lauren

Unica mia speranza, che le pellicce dei nostri armadi siano ecologiche. Altrimenti, vera strage!
Presto, i miei favourite ones.....
  
"Ogni generazione ride delle mode precedenti, ma segue religiosamente le nuove".
(Henry David Thoreau)

martedì 9 agosto 2011

La bellezza è un diritto

"Che cos'è la bellezza? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo". (Henrik Ibsen)

Definire ciò che ci appare bello è impresa ardua se non impossibile.
La bellezza è, infatti, l'Indefinibile per eccellenza, e, come tale, non sottende ad alcuna regola, o, meglio, le regole che tentano di definirla e 'regolarizzarla', mutano continuamente.
Ogni epoca ci ha lasciato in eredità, visibili nei suoi prodotti artistici, dalla pittura alla scultura, e, non ultima, la moda, un proprio modello di bellezza, sempre diverso, e che, verosimilmente, aveva tra i contemporanei estimatori e detrattori, e donne pronte a tutto pur di conformarvisi il più possibile.
Quale insostenibile senso di frustrazione deve aver provato una donna sottile di fronte alla Venere di Milo, o a tutte le callipigie figure dell'arte classica!
Ma, a parte la storia, e le diverse epoche artistiche, la stessa variabilità nel tentativo di definire la bellezza la si trova osservando le diverse identità culturali, per cui, allo stesso modo, diverse saranno la donna mediterranea e la nordica, ed ognuna avrà pari dignità seppur nella diversa, opposta bellezza.

Eppure certi canoni risultano universali, e non sono lontani dagli esempi fatti poc'anzi, tratti dall'arte greca. Le fatidiche misure perfette (90-60-90) ne sono l'esempio più lampante, ma guai a prenderle alla lettera!
Quel che, da sempre, è stato sinonimo di bellezza femminile -possiamo azzardarci qui a definirla 'universale'- è un corpo armonioso, sano, che, soprattutto, rende la donna differente dall'uomo.
Quindi, una forma, aldilà dei 'numeri', a clessidra, un punto vita più stretto, e poi una vistosa differenza tra questo e la circonferenza dei fianchi. Motivi che stanno alla base di questo sono anche di natura genetica (la donna è madre), nonchè medica (oggi si stima che le donne non debbano superare gli 80 cm di circonferenza vita, per non incorrere, in età adulta, in problemi di natura metabolica e cardiaca), ma, come dicevo, anche se non si hanno i famigerati 60 cm di vitino di vespa, non disperate!
Ciò che conta davvero è, insomma, l'armonia. Bellezza è infatti quella visione armonica d'insieme, che rende piacevole alla vista un individuo, e non un volerlo spezzettare nelle singole parti, alla ricerca di un fantomatico ed univoco ideale di 'perfezione'.

La moda, così come il cinema, arti visive nuove e di pari dignità rispetto alla pittura e alla scultura, sono state più volte determinanti nel creare e imporre alle masse nuovi ideali di bellezza.
Prima, l'eterea e sottile Twiggy, uno scricciolo a cui Mary Quant affidò il ruolo di 'testimonial' ante litteram del nuovo capo, da lei ideato, la minigonna.
Twiggy
Dalla Swinging London alla Prussia, poi, dove celebre divenne la mastodontica Veruschka, la prima vera supermodella, altissima, svettante, con misure perfette in un corpo statuario.
Veruschka
Per arrivare alle 'top' anni '80, sane quando non robuste ragazze, dai volti dotati di una luminosità mai più raggiunta, e dai fisici non magri, ma snelli, atletici, e tonici (non a caso, si verifica allora, ad esempio con Cindy Crawford, un vero boom dell'aerobica, che aveva già trovato in Jane Fonda, prima, e Barbara Bouchet, dopo, valide testimonial).
Infine, la svolta a noi più recente. Anni '90. Anche qui rivoluzione made in UK: una sottilissima ragazza, diversa in tutto dalle già citate regine delle passerelle del decennio precedente, delle quali non ha nè l'altezza, nè la muscolatura. Un personaggio, una Musa, per tanti, a cominciare da Mario Testino, fedele a lei negli anni, duo che ha realizzato alcuni tra i più celebri scatti degli ultimi tempi.
Kate Moss in uno scatto di Mario Testino

La rivoluzione Kate (antesignana di un nuovo modello di bellezza da passerella) sconvolse il panorama del tempo. Ora si richiedono alle mannequins non più caratteri da donna, ma requisiti da adolescente, seno appena accennato, fianchi stretti, viene, insomma, accantonata definitivamente la-certamente più 'sexy'- tipologia della ragazzotta americana tutta sport e cheeseburgers.
Anche nel cinema, si assiste a un lento ma significativo cambiamento: si passa infatti dalle maggiorate anni '50 a ragazze dai fisici molto meno sinuosi, più snelle, a cominciare da BB.
Brigitte Bardot

Questo, almeno, sembrerebbe il percorso fatto dalla bellezza.
Poi, recentemente, cade un tabù, e si denunciano tanti episodi di anoressia, dalle giovanissime alle signore più attempate. Certo, malattia che ha nella magrezza la parte più evidente. Malattia per la quale vengono imputate le modelle-grissino delle ultime sfilate, da dieci anni a questa parte. Ma questo presunto spirito di emulazione è solo la punta di un iceberg di problematiche che non possono trovare certamente le passerelle ree di aver creato questa patologia. Ora, di nuovo una svolta, di buon auspicio per coloro che pensano il contrario: nuove modelle, in carne, molto in carne, beatamente strafottenti, e che a mio modesto avviso hanno stravinto sulle colleghe taglia 36.
Modelle 'curvy' per Vogue Italia- Giugno 2011

Per la serie... Che sia bellezza, ma a modo nostro, just the way we like it (and we like ourselves)!

Ergo, la bellezza è un diritto, oggi assolutamente e democraticamente di TUTTE: magrissime, esili, muscolose, oppure in carne, giunoniche, abbondanti, tutte abbiamo il diritto di piacerci, così come siamo. Basta camicioni informi che mortificano il corpo femminile, basta, soprattutto, complessi. Puntare su un viso dalla pelle luminosa, su labbra turgide e seni pieni, è quel che una non magra come la cantante Adele, ha fatto, sottolineando a volte anche il 'temibile' girovita. Look vincente, tanta giovialità, trasmette allegria e canta da Dio.
Adele

Al diavolo la bilancia, bellezza è diversità (e se lo diceva lui....!) ...

..... "Ci sono tanti tipi di bellezza quanti sono i modi abituali di cercare la felicità"
       (Charles Baudelaire)